NOTE E COLORI

Da sempre i musicisti si sono confrontati e hanno auspicato all’Orecchio Assoluto, la capacità di identificare le note con precisione semplicemente ascoltandole.

La meccanica dell’orecchio assoluto è abbastanza semplice e può essere compresa confrontando il senso dell’udito con quello della vista: sia il campo visivo che quello auditivo si basano su fenomeni simili.

Luce e Suono sono fenomeni ondulatori di tipo sinusoidale; entrambi si riflettono, rifrangono,  interferiscono.

Un’onda sinusoidale è un movimento periodico che si propaga con velocità v definita lungo una direzione.

Onda

 

 

 

 

 

 

 

È possibile definire le seguenti grandezze:

Sinusoide

 

 

 

 

 

 

Periodo T= Tempo che passa tra una cresta e l’altra

Frequenza f (cicli per secondo = Hertz)= N° creste che arrivano in un secondo

Lunghezza d’onda λ (m)= Distanza tra due creste

legate tra loro dalle formule

f = 1/T

λ = v · T

f = v/ λ

Il suono è un’onda di materia. Non si propaga nel vuoto Le oscillazioni (compressioni e rarefazioni) avvengono lungo la direzione di propagazione.

La luce è un’onda elettromagnetica. Non ha bisogno di materia per propagarsi. Le oscillazioni dei campi elettrico e magnetico avvengono perpendicolarmente alla direzione di propagazione

O Elettromagnetiche

 

 

 

 

 

 

 

La velocità del suono in aria è di circa 300 m/s

La velocità della luce in aria è di circa 300.000 Km/s

 

Nel Caso della Luce:

Il nostro occhio è sensibile a

  • Frequenze comprese tra 4.5 * 10^14 Hz fino a circa 7.8*10^14 Hz.
  • Lunghezze d’onda comprese tra 375 e 750 nm

Che cos’è il colore? E’ la percezione visiva determinata dalle caratteristiche delle onde elettromagnetiche riflesse dai corpi.

Non è una grandezza fisica, ma una qualità della sensazione visiva.

Comunemente, nello spettro visivo, si distinguono 7 colori : rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.

Spettro7

 

 

 

 

 

E’ possibile anche derivare da questo ad uno spettro a 12 colori

Spettro12

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso del Suono:

Il nostro orecchio è sensibile a

  • Frequenze compresa tra 16 e 20000 Hertz
  • Lunghezze d’onda comprese tra 1.5 cm e 15 m (300 Hz = 1 m)

All’interno di questo spettro sonoro, la musica occidentale odierna adopera circa 88 toni specifici (ed ognuno ha il suo “colore”), proprio come si può osservare alla tastiera di un pianoforte. L’intonazione orchestrale odierna è stabilità a “440 hz” e significa che lo standard di intonazione è tale che il la sopra il do centrale abbia una frequenza di 440 vibrazioni al secondo e tutti gli altri toni sono accordati di conseguenza.

Ogni ottava successiva sulla tastiera è il doppio della frequenza di quella precedente, ed ogni ottava è divisa in 12 semitoni, o gradi cromatici.

Pianoforte

 

 

 

 

 

La frequenza di ogni tono moltiplicata per la radice dodicesima di due (che è uguale circa a 1.0595) sarà uguale alla frequenza del tono successivo più alto (per esempio: la -440 * 1.0595=si bemolle-466, il successivo grado cromatico). Possiamo così calcolare che la nota più bassa sul pianoforte è la-27.5 mentre il tono più alto è do-4186 (il do centrale ha una frequenza di 261.7 Hz), e tutte le note rientrano ampiamente nei limiti dell’orecchio umano.

Se consideriamo di nuovo che ogni ottava è il doppio della frequenza dell’ottava precedente, diventa chiaro che l’orecchio ha una gamma auditiva di 10-11 ottave, in confronto a meno di un’ottava per la percezione visiva.

 

IL RAPPORTO SUONO-COLORE NELLA METODOLOGIA DI LUIGI VERONESI

L’incontro tra Luigi Rognoni e Luigi Veronesi avviene negli anni Trenta a Milano nella galleria Il Milione, ovvero in un luogo di incontro e di diffusione culturale di notevole importanza in quegli anni. Le ricerche di entrambi sono orientate sul confronto diretto tra suono e colore, ed in particolare Veronesi tenta di indagare scientificamente le relazioni tra il linguaggio visivo e quello musicale, seguendo un metodo misurabile scientificamente. “Veronesi anziché partire dal problema timbro (musicale)-colore (pittorico), come hanno fatto, bene o male, i suoi predecessori, parte dal rapporto altezza tra nota e nota, e altezza tra colore e colore: quindi da un rapporto intervallare rigorosamente controllabile”.

Veronesi afferma che Il rapporto di frequenze fra l’estremo viola e l’estremo rosso, nello spettro, è di 1/2 esattamente come nellefrequenze delle ottave musicali fra do e do»

Veronesi1

 

 

 

 

 

Veronesi2

 

 

 

Veronesi3

 

 

Il risultato è stato poi perfezionato rapportando la scala diatonica alla scala cromatica di dodici suoni, trovando così la lunghezza d’onda dei semitoni e il loro colore corrispondente.

Veronesi4

Veronesi5

 

 

 

 

 

 

 

 

Naturalmente non era possibile limitarsi alla correlazione di una sola ottava con i rispettivi colori, occorreva tradurre cromaticamente tutta l’estensione della tastiera del pianoforte, strumento di riferimento scelto per motivi di semplificazione.

Per fare questo, Veronesi si valse delle altre caratteristiche del colore: «Sappiamo che per effetto della “saturazione” o della “luminosità” i colori possono assumere aspetti più acuti o più gravi.

Poiché il suono salendo verso le ottave più alte si alleggerisce, ossia si acutizza del 50% a ogni ottava, altrettanto devono fare i colori corrispondenti che perdono il 50% di saturazione per ogni ottava rispetto alla precedente; inversamente verso i toni bassi il colore saturo perde il 50% di luminosità».

Veronesi6

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentito il parere di alcuni musicologi, Veronesi decise di rappresentare convenzionalmente il suono con la forma rettangolare, perché «facilmente leggibile e suficientemente astratta da non suggerire simboli ed analogie», e di tradurre la durata dei suoni, cioè il fattore tempo, con la grandezza da dare al rettangolo.

Il limite fisiologico (l’occhio umano riesce a distinguere due valori differenti della stessa zona cromatica se sono di dimensioni non inferiori al millimetro) suggerì a Veronesi di utilizzare il millimetro come misura per la figura più breve della notazione convenzionale, cioè la semibiscroma. Inoltre prese come base del tempo ordinario una semiminima a 90 periodi al minuto. Poiché tale figura corrisponde ad una base del rettangolo di 16 mm, ne consegue che: 1 minuto = 16*90 = 1440 mm di colore. La semibreve, della durata di 64/64, assunse dunque la forma di un rettangolo modulare con la base di 64 mm e l’altezza doppia della base.

Veronesi7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per indicare le pause e i silenzi, Luigi Veronesi scelse il grigio neutro o medio (al 50%) perché a tale tonalità, secondo il fisiologo Ewald Hering, «corrisponde una particolare condizione della porpora nella retina per cui il consumo della porpora nel percepire l’immagine e il suo ricostituirsi sono di pari valore, la sua quantità rimane invariata. Perciò il grigio neutro produce nell’occhio uno stato di equilibrio, una mancanza di eccitazione cromatica».

 

CHRIS CAPPELL E IL METODO PERFECT PITCH DI DAVID LUCAS BURGE

“ Ogni nota che ascoltiamo ha una particolare frequenza d’onda, e per questo motivo ogni nota ha un particolare colore sonoro. Tutto ciò che dobbiamo fare per sentire questi colori è semplicemente imparare ad ascoltare “. CHRIS CAPPEL

 

Christian Cappelluti o Chris Cappell, come egli amava farsi chiamare con nome d’arte, è una figura singolare di giovane musicista. Nato nel 1975 è deceduto per una non comune forma di allergia alimentare nell’agosto del 1998 ad appena 23 anni. Una vita breve ma densa, densissima, segnata da una passione radicale per la creatività e l’espressione artistica, musicale in special modo.

Christian iniziò a suonare la chitarra a 8 anni. A 16 anni studiò composizione al Berklee College of Music di Boston e si interessò alla produzione musicale e all’ingegneria del suono. Qui patecipò al progetto di David L. Burge, l’ideatore di un corso per sviluppare l’orecchio assoluto.Come racconta lui stesso:

 

Vidi per la prima volta un annuncio riguardo il Super Corso per L’Orecchio Assoluto di David L. Burge in una rivista musicale quando stavo al Berklee College of Music. Mi ricordo ancora di quando feci la chiamata per ordinare le cassette e l’eccitazione di quando ricevetti il pacco nella posta. Quelle cassette mi insegnarono tutto riguardo gli erronei luoghi comuni nell’allenamento dell’udito, e mi spiegarono cosa dovevo fare per guadagnare l’Orecchio Assoluto. David spiegava come ogni tono musicale abbia un “colore sonoro” unico che lo distingue da tutti gli altri. Una volta imparato a sentire questi “colori”, puoi allora riconoscere ogni nota che senti. Questo è l’Orecchio Assoluto.

 

Quando ascoltai nella maniera spiegata da David, scoprii che ogni nota era improvvisamente diventata piena di colore ed unica. Ora, questo era ovvio per il mio orecchio, ma sapevo che ci sarebbe voluto del tempo per raffinare la percezione. Continuai ad ascoltare tutti i giorni e dopo un mese circa l’avevo: potevo immediatamente riconoscere ogni nota sentita. Il mio Orecchio Assoluto mi permise di assaporare il gusto sonico di ogni accordo in ogni canzone. La musica era diventata viva. Mi sentivo totalmente immerso nella musica. Il sogno della mia infanzia si era avverato.

 

Christian si recò in seguito alle Hawaii per visitare David L. Burge. Due chitarre erano appena state mandate a David (omaggio di Paul Reed Smith e C.F. Martin). Quando Christian aprì le custodie e iniziò a suonarle, disse immediatamente a David che erano troppo alte di quasi mezzo tono (deve essere stata l’umidità delle Hawaii!) e a David, che aspettava di vedere se Christian se ne sarebbe accorto, fece molto piacere.

Christian accordò di nuovo entrambe le chitarre alla perfezione usando l’Orecchio Assoluto.

 

Vi sono Idee discordanti circa l’effettiva validità del metodo di David L Burge.

Qualcuno dice di essere riuscito ad acquisire l’orecchio assoluto qualcun altro dice di avere perso tempo e ha lasciato dopo pochi mesi per dedicarsi ad altri esercizi incentrati sullìorecchio relativo, orientato a identificare al primo ascolto gli intervalli tra le note.

 

 

Riferimenti bibliografici

ARCHEOMETRIA PROF. VINCENZO PALLESCHI Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali
IL COLORE DEI SUONI – Christian Cappelluti
LUIGI VERONESI AA. VV., , Milano, Mazzotta Ed., 1997.
PERFECT PITCH: COLOR HEARING FOR EXPANDED MUSICAL AWARENESS David L. Burge, (Innersphere Music Studio, 1983

 

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